Martino Oberto – Restauratore

Martino Oberto

Restauro

Con il restauro dei dipinti della Raccolta Rambaldi di Coldirodi a Sanremo, eseguito in occasione del riordino curato da Gian Vittorio Castelnovi nel 1958, si avviava la lunga carriera di Martino Oberto nel campo del restauro, terminata dopo più di cinquant’anni solo con la scomparsa, nel giugno 2011.

Condotto a lato del suo percorso artistico, che lo ha impegnato sul fronte della Scrittura visuale – della quale è stato iniziatore e protagonista, raccogliendo importanti riconoscimenti in ambito internazionale – l’impegno nel restauro si è svolto sempre ad altissimo livello, con la precoce adozione delle più aggiornate tecnologie diagnostiche ed un costante affinamento metodologico.

Tra i molteplici esiti di eccellenza si possono citare l’intervento su La Città Ideale della Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, quadro simbolo della civiltà rinascimentale; i restauri della Madonna dei Francescani di Duccio, della Pinacoteca Nazionale di Siena e della grande pala di Rubens nella Chiesa del Gesù di Genova. Fra gli interventi svolti su opere d’arte contemporanea spicca il ripristino dell’opera di Marcel Duchamp, una porta paradossalmente chiusa e aperta nel medesimo tempo, già installata nel suo appartamento parigino, inavvertitamente ridipinta durante l’allestimento della Biennale di Venezia del 1978.

Numerosi i restauri eseguiti su dipinti nel Ponente ligure: da Ludovico Brea al Parmigianino della Chiesa di San Domenico a Taggia; dal Sant’Antonio Abate a Moltedo (storicamente attribuito a Van Dyck e di recente assegnato a Jan Roos) alla Vergine che intercede presso la SS. Trinità di Giulio Benso nella Parrocchiale di Pieve di Teco. Fra gli ultimi lavori ancora un intervento sulla tavola attribuita a Lorenzo di Credi della Pinacoteca Rambaldi.

Numerosi anche i restauri eseguiti per le Chiese ed i Musei genovesi, per Fondazioni bancarie e per collezioni private italiane ed estere.